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Chi ha già messo le mani su una biga 30-40% per una contemporanea conosce la logica del prefermento: una parte della farina fermenta in anticipo, da sola, e poi entra nell'impasto finale insieme alla farina fresca, all'acqua e al sale. La biga 100% sposta quella logica all'estremo: tutta la farina della ricetta passa per la biga, e al rinfresco non entra più farina, solo acqua e sale. È la tecnica con cui la pizza contemporanea italiana raggiunge cornicioni molto sviluppati e idratazioni che il diretto non sostiene, ed è anche quella in cui non c'è una rete di farina fresca a "diluire" gli errori. Per questo va trattata come un protocollo, non come una ricetta da occhio.

Prima di entrare nei parametri, va chiarito l'equivoco che rovina la metà dei primi tentativi. "Biga 100%" non significa biga al 100% di idratazione. Significa biga totale: il 100% della farina prevista dalla ricetta è nel prefermento. L'idratazione interna della biga, cioè il rapporto fra l'acqua e la farina dentro il prefermento, resta quella classica, 44-50%. L'idratazione al 100% (peso uguale di farina e acqua) è invece la firma del poolish, un prefermento diverso, liquido e più rapido. Confondere i due numeri porta a fare una biga molle, semi-liquida, che non si comporta come una biga e va fuori controllo in poche ore.

Questa guida ricostruisce il protocollo completo della biga 100% di 16-18 ore destinata a contemporanea o pala: cos'è esattamente, quale farina serve e perché, come si tiene la temperatura, cosa cambia fra 14, 16, 18 e 24 ore, come si gestiscono rinfresco e impasto finale mantenendo l'idratazione totale, e quali errori la mandano in rovina. Il riferimento concettuale resta Biga vs poolish: la guida operativa, che inquadra i prefermenti in generale; qui si scende nel caso specifico.

Cos'è una biga 100% (idratazione interna 44-50%)

Una biga 100% è un metodo a prefermento totale: tutta la farina della ricetta finale viene mescolata, a sbriciolato, con una porzione d'acqua pari al 44-50% del suo peso e con una piccola dose di lievito, e lasciata fermentare per ore a temperatura controllata. Al momento dell'impasto finale, alla biga matura si aggiungono solo l'acqua mancante (per arrivare all'idratazione finale desiderata) e il sale. Non entra altra farina, perché la quota biga è già il 100%.

La differenza con una biga parziale è strutturale, non di grado. In una biga 30% sono 300 g di farina su 1000 a fermentare in anticipo; gli altri 700 g entrano freschi al rinfresco, con il loro glutine integro e la loro riserva enzimatica intatta. Quella farina fresca fa da rete di sicurezza: se la biga è leggermente sovramaturata, il rinfresco la "riequilibra". Nella biga 100% questa rete non esiste. Tutto il glutine della ricetta ha attraversato 16-24 ore di fermentazione prima di vedere l'acqua finale: se la biga è andata, è andato tutto l'impasto.

Perché esiste la biga totale

La biga 100% non è un vezzo. Risolve un problema preciso: portare l'intera massa dell'impasto allo stesso livello di maturazione enzimatica e di sviluppo aromatico che un prefermento dà solo alla sua quota di farina. In una biga 30%, il 70% della farina arriva all'infornata con poche ore di maturazione; con la biga 100%, il 100% della farina ha avuto le sue 16-24 ore. Il risultato è un impasto con profilo aromatico più uniforme e potente (tostato, vinoso, da crosta di pane di campagna), e con un glutine che, maturato lentamente in condizioni di bassa idratazione, regge idratazioni finali alte senza tempi di impastamento che surriscaldano la massa.

Il prezzo di questa uniformità è la fragilità. Non c'è farina fresca a tamponare, la finestra utile del prefermento è più stretta, e la qualità della farina conta più che in qualunque biga parziale. È una tecnica che dà molto a chi la controlla e punisce chi la improvvisa.

Per quali stili

La biga 100% ha senso per stili che vogliono cornicione strutturato, aroma potente e idratazione alta:

  • Contemporanea (idratazione finale 65-72%): è il caso più gestibile, ed è quello su cui costruiamo l'esempio lavorato più avanti. Cornicione esuberante, alveolatura ampia, profilo tostato.
  • Pala romana (idratazione finale 70-80%): la biga 100% porta struttura a un impasto altrimenti difficile a quelle idratazioni; richiede una farina più forte e un rinfresco con bassinage attento.

Non ha senso per la verace napoletana classica (il disciplinare AVPN ammette solo il diretto, e il profilo tostato della biga si scontra con l'idea canonica), per la tonda romana scrocchiarella (glutine da tenere contratto, prefermento controproducente), né per pizze del giorno stesso (la biga 100% impone di iniziare 16-24 ore prima).

Farina: W minimo e perché

La farina è il vincolo più stringente della biga 100%, più che in qualunque biga parziale. La ragione è meccanica: tutto il glutine della ricetta deve sopravvivere alla somma di tre fasi (fermentazione del prefermento, rinfresco, maturazione finale) senza alcun apporto di farina fresca che lo "rinforzi" lungo il percorso. Una farina debole regge bene una biga 30% (dove i due terzi della maglia entrano integri al rinfresco) ma cede in una biga 100%, dove non c'è nulla a compensare l'idrolisi proteica accumulata nelle ore.

Il riferimento operativo per una biga 100% di 16-18 ore a 16-18 °C destinata a contemporanea è W 320-360, P/L 0,5-0,6. La forza serve a reggere il tempo; il P/L in quel range serve a garantire un glutine estensibile, perché un impasto troppo tenace (P/L sopra 0,7) si ritrae in stesura e non si lascia portare. Per il dettaglio su come leggere W e P/L sul sacco, e su quali farine commerciali rientrano in questi valori, vedi Farine W e P/L: la guida completa.

Durata bigaIdratazione finaleW consigliatoP/LNote
14-16 h62-68%300-3300,5-0,6Soglia minima, contemporanea standard
16-18 h65-72%320-3600,5-0,6Riferimento operativo, contemporanea/pala
18-24 h70-78%340-3600,5-0,6Pala, idratazioni alte
24-36 h75-85%360-3800,5-0,7Territorio avanzato, raro in casa
Forza farina consigliata per una biga 100% in funzione di durata e idratazione finale target. W e P/L riferiti alla farina del prefermento, che è la stessa farina del rinfresco (la quota biga è 100%).

La coerenza fra forza della farina e durata della maturazione è la stessa che vale per qualunque impasto lungo: W 220-260 regge 12-24 h, W 260-300 regge 24-48 h, W 300-350 regge 48-72 h, oltre W 350 si arriva a 72-96 h []. Nella biga 100% questa scala va letta sul totale delle ore (biga più rinfresco più maturazione finale), non solo sulle ore del prefermento: è il motivo per cui anche una biga 100% di "sole" 16-18 ore chiede W 320-360, perché alla fermentazione del prefermento si sommano le ore dell'impasto finale.

Temperatura della biga: 16-18 °C controllati

Il punto operativo più critico della biga, e a maggior ragione della biga 100%, è la temperatura. Il range ottimale è 16-18 °C costanti per tutta la durata della fermentazione. Sotto i 14 °C la cinetica rallenta troppo e le ore previste si allungano in modo imprevedibile; sopra i 20 °C la fermentazione accelera in modo non lineare e la biga "corre via", arrivando al picco molto prima del previsto e poi degradando.

La cinetica del lievito raddoppia in modo approssimativo ogni circa 10 °C nel range mesofilo, con la zona di attività ottimale fra 32 e 38 °C e la perdita rapida di vitalità sopra 50-55 °C []. La biga lavora deliberatamente molto sotto l'ottimo del lievito, a 16-18 °C, proprio per rallentare la fermentazione gassosa e lasciare tempo all'attività enzimatica e allo sviluppo aromatico. È un equilibrio fine: pochi gradi in più spostano l'equilibrio verso una fermentazione veloce e povera di aroma.

Nella biga 100% l'intolleranza alle oscillazioni termiche è amplificata. In una biga 30%, quattro ore iniziali a 22 °C invece di 17 °C sbilanciano solo un terzo della farina, e il rinfresco con farina fresca riequilibra. Nella biga 100% quelle quattro ore sbilanciano tutta la farina della ricetta: la biga esce con glutine indebolito, acidità eccessiva e profilo aromatico dissonante, e non c'è modo di correggere. Per questo la temperatura va misurata, non stimata.

Dose di lievito: 0,8-1% sulla farina della biga

La dose standard di lievito per una biga, biga 100% inclusa, è 0,8-1% di lievito di birra fresco sulla farina della biga, nel range 16-24 ore a 16-18 °C. Poiché nella biga 100% la farina della biga coincide con la farina totale, lo 0,8-1% si calcola sull'intera farina della ricetta. La convenzione resta quella di esprimere il lievito del prefermento come percentuale sulla farina del prefermento, coerente con Baker's percentage e con Calcolo del lievito in %.

Se si usa lievito secco istantaneo (LSI) al posto del fresco, la conversione operativa è 1 g di LSI ≈ 3 g di lievito di birra fresco (rapporto pratico 1:2,5-1:3,5): per una biga che richiederebbe 8 g di fresco si usano circa 2,5-3 g di LSI. La dose di lievito non si aumenta per allungare la durata: per più ore si lavora abbassando la temperatura, non alzando il lievito. Dosi inferiori (0,3-0,5%) servono solo per bighe corte a temperatura ambiente alta, come compensazione termica estiva.

Tempi: 14, 16, 18, 24 ore, cosa cambia

La durata della biga determina aroma, acidità e tenuta del glutine. Per una biga 100% destinata a contemporanea o pala, la finestra utile è più stretta che per una biga parziale, perché senza farina fresca al rinfresco non c'è margine di recupero su un prefermento sovramaturato. Vale la pena guardare cosa cambia ai quattro punti chiave della scala.

DurataAromaAciditàTenuta glutineIdratazione finale tipicaW consigliato
14 hDelicato, ancora frescoBassaOttima, "giovane"62-66%300-330
16 hMaturo, equilibratoContenutaOttima65-70%320-350
18 hPieno, tostatoModerataBuona, al picco68-72%320-360
24 hIntenso, vinosoMarcataAl limite72-78%340-360
Effetto della durata di una biga 100% a 16-18 °C su aroma, acidità e tenuta del glutine. Lievito 0,8-1% sulla farina (= farina totale, perché la quota biga è 100%). 'Idratazione finale tipica' è quella raggiungibile al rinfresco con la farina indicata.

A 14 ore la biga è ancora "giovane": aroma delicato, acidità bassa, glutine al massimo della tenuta. È la scelta per chi vuole un margine di sicurezza, o per farine al limite inferiore del range di forza. L'idratazione finale raggiungibile è più contenuta (62-66%), perché il glutine ha avuto meno tempo per rilassarsi e accettare acqua al rinfresco.

A 16 ore si entra nel punto di equilibrio per la contemporanea: aroma maturo ma non invadente, acidità contenuta, glutine pienamente strutturato e ancora elastico. È il riferimento operativo della maggior parte delle pizzerie contemporanee che adottano la biga 100%, ed è il punto su cui costruiamo l'esempio lavorato.

A 18 ore l'aroma diventa più pieno e tostato, l'acidità sale, il glutine raggiunge il picco di maturazione: ancora ottimo, ma con meno margine. È adatto a chi cerca un profilo aromatico più marcato e lavora con farina W 320-360, e consente di spingere l'idratazione finale fino al 72%.

A 24 ore si è in territorio da farina di grande forza (W 340-360) e temperatura strettamente controllata. L'aroma è intenso e vinoso, l'acidità marcata, il glutine al limite della tenuta. Permette idratazioni finali alte (72-78%, verso la pala), ma è anche il caso che ha più probabilità di andare male in casa: bastano due o tre gradi di troppo per superare il picco prima del rinfresco.

Riconoscere una biga 100% matura

A differenza del poolish liquido, che gonfia e poi forma una depressione centrale visibile, la biga a sbriciolato cambia aspetto in modo meno netto. I segnali di una biga 100% pronta sono tre, convergenti:

  1. Volume aumentato di circa il doppio rispetto a quello iniziale, con i pezzi dello sbriciolato che si sono in parte saldati in una massa porosa, piena di alveoli interni.
  2. Profumo intenso ma piacevole: alcolico, fragrante, con note tostate da crosta di pane. Un profumo acido pungente, vicino all'aceto, è il segnale che la biga ha superato il picco.
  3. Struttura a "spugna" alla rottura: l'interno mostra una rete di alveoli irregolari, il materiale è elastico e non filante. Una biga che si presenta sgonfia, bagnata e filante è andata oltre, o la farina era troppo debole.

Rinfresco e impasto finale: idratazione totale e gestione

Il rinfresco di una biga 100% è diverso da quello di una biga parziale: non si aggiunge farina, perché la quota biga è già il 100%. Si aggiunge solo l'acqua mancante per arrivare all'idratazione finale, più il sale. Eventualmente, su durate lunghe o farine al limite, una piccola dose di lievito di rinforzo. La gestione ruota intorno a due numeri da non sbagliare: l'acqua del rinfresco e l'idratazione totale.

Calcolare l'acqua del rinfresco

L'acqua del rinfresco è la differenza fra l'acqua finale desiderata e l'acqua già presente nella biga. La biga 100% contiene tutta la farina (peso F) e una quota d'acqua pari al 44-50% di F. L'idratazione finale target stabilisce l'acqua totale; la differenza è l'acqua da aggiungere.

acqua_biga = F × i_biga acqua_totale = F × i_finale acqua_rinfresco = acqua_totale − acqua_biga = F × (i_finale − i_biga) Esempio: F = 1000 g, i_biga = 0,45, i_finale = 0,68 acqua_rinfresco = 1000 × (0,68 − 0,45) = 230 g

L'acqua del rinfresco va incorporata a tappe (bassinage): 230 g su una biga compatta non si legano in un colpo solo, e versarli tutti insieme produce un impasto che resta semi-liquido a lungo e fatica a incordare []. In planetaria, si rompe la biga in pezzi, si avvia in prima velocità, si aggiunge il sale, poi l'acqua in 3-4 tappe da 50-80 g ciascuna, attendendo che ogni aggiunta sia assorbita prima della successiva. Per le idratazioni più alte (pala, 75-80%) le ultime tappe richiedono pazienza e una farina di forza adeguata.

Sale e lievito di rinforzo

Il sale va al rinfresco, non alla biga: nel prefermento rallenterebbe la cinetica del lievito e l'attività enzimatica. La dose tipica è 2,5-3% sulla farina totale per la contemporanea, da sciogliere in una parte dell'acqua del rinfresco; per la pala ci si tiene sul 2,5-2,8%, per non irrigidire un impasto già spinto in idratazione.

Il lievito di rinforzo è opzionale. Una biga 100% di 16-18 ore ben matura ha già una carica fermentativa sufficiente per l'impasto finale, e in genere non serve aggiungere lievito al rinfresco. Su durate lunghe (24 h e oltre), dove la carica del prefermento può essersi in parte esaurita, o quando si vuole accorciare l'appretto finale, si aggiunge una piccola dose (0,05-0,1% sulla farina totale). Su una biga 100% corta e ben gestita, niente lievito al rinfresco è la scelta standard.

Esempio lavorato: contemporanea con biga 100%

Mettiamo insieme i numeri in un protocollo concreto per 6 panetti da 280 g di contemporanea, idratazione finale 68%, sale 2,8%, biga 100% di 16-18 ore a 16-18 °C. La convenzione di calcolo è quella della baker's percentage descritta in Baker's percentage; il calcolo del lievito segue Calcolo del lievito in %.

VoceCalcoloValore
Peso totale impasto6 × 2801680 g
Farina totale (tutta in biga)1680 / (1 + 0,68 + 0,028 + 0,008)1000 g (≈)
Acqua totale1000 × 0,68680 g
Sale (al rinfresco)1000 × 0,02828 g
Lievito fresco (in biga, 0,8% farina biga)1000 × 0,0088 g
Dimensionamento dell'impasto. La farina totale si ricava dal peso impasto diviso la somma di 1 più le percentuali di acqua, sale e lievito. Tutta la farina va nella biga.

La biga usa tutta la farina (1000 g), l'acqua interna al 45% e il lievito allo 0,8% della farina della biga. Il rinfresco aggiunge solo l'acqua mancante e il sale.

VoceCalcoloValore
Farina biga (100% del totale)1000 × 1,001000 g
Acqua biga (45% della farina biga)1000 × 0,45450 g
Lievito biga (0,8% farina biga)1000 × 0,0088 g
Farina rinfresconessuna0 g
Acqua rinfresco680 − 450230 g
Sale (al rinfresco)invariato28 g
Verifica idratazione totale(450 + 230) / 100068%
Ripartizione fra biga e rinfresco. Biga 100% significa che tutta la farina è nel prefermento; al rinfresco entrano solo acqua e sale. Verifica finale dell'idratazione totale obbligatoria prima di impastare.

Con lievito secco istantaneo, gli 8 g di fresco diventano circa 2,5-3 g di LSI (rapporto 1:2,5-1:3,5). La timeline tipica per una cena del sabato sera:

  • Venerdì 22:00: preparazione della biga 100% a sbriciolato (1000 g farina + 450 g acqua + 8 g lievito). Mescolare grossolanamente 2-3 minuti fino a un crumble disuniforme, non una palla. Riposo a 16-18 °C.
  • Sabato 15:00-16:00 (dopo 17-18 h): rinfresco. Rompere la biga, avviare in planetaria, aggiungere il sale e poi i 230 g di acqua a tappe (bassinage). Impastare fino a incordatura. Puntata in massa 1-2 h a 22 °C.
  • Sabato 17:00-18:00: staglio in 6 panetti da 280 g, pirlatura morbida.
  • Sabato 18:00 → 20:30: appretto 2,5-3 h a 22 °C.
  • Sabato 20:30: stesura a mano e cottura.

La maturazione totale (16-18 h di biga più rinfresco, puntata e appretto) sta intorno alle 21-22 ore. Lo schema si adatta alla pala alzando l'idratazione finale (75-80%), salendo di forza farina (W 340-360) e gestendo il bassinage con più tappe; il principio non cambia.

Errori frequenti: temperatura alta, farina debole, biga andata

Gli errori sulla biga 100% seguono pattern ricorrenti, e nella biga totale fanno più danni che in una biga parziale perché non c'è farina fresca a tamponarli. Tre sono i più gravi, ed è utile saperli riconoscere dal sintomo.

Temperatura troppo alta. Una biga 100% lasciata a 22 °C invece di 17 °C matura in 12-14 ore invece di 16-18, supera il picco e degrada prima del rinfresco. I sintomi all'apertura: profumo acido pungente, biga sgonfia, glutine filante. In cottura l'impasto risulta vinoso e sgradevole. È l'errore numero uno della biga in casa, ed è quasi sempre dovuto a una stima della temperatura ambiente al posto di una misura. Soluzione: misurare la temperatura con un termometro, scegliere un ambiente a 16-18 °C reali, o abbassare la dose lievito a 0,3-0,5% se l'ambiente è inevitabilmente più caldo (compensazione, non soluzione).

Farina debole. Una farina sotto W 300 in una biga 100% di 16-18 ore cede: il glutine, senza farina fresca di rinforzo al rinfresco, non regge la somma delle fasi. Il sintomo è invisibile fino all'apertura, poi la biga si presenta sgonfia e filante e l'impasto finale resta una crema che non incorda. Soluzione: verificare W sul sacco prima di iniziare (W 320-360 per 16-18 h), e in assenza del dato restare sui tempi più corti del range con una farina dichiarata per lunghe lievitazioni.

Biga andata: non impastarla. Se la biga ha superato il picco (profumo acido pungente, struttura sgonfia e filante), non va usata. Impastare un rinfresco con un prefermento sovramaturato produce un impasto dal sapore sgradevole che la cottura non recupera, e nella biga 100% non c'è farina fresca a diluire l'acidità. La decisione tecnicamente corretta è buttare la biga e fare un diretto rapido. È una perdita di farina, non di tempo: il tempo si perde servendo una pizza che non si vorrebbe mangiare.

Oltre ai tre principali, alcuni errori minori ricorrono e vale la pena nominarli per chiuderne la diagnosi.

ErroreSintomoCorrezione
Sale messo nella bigaBiga poco gonfia, fermentazione lentaSale solo al rinfresco
Sbriciolato lavorato a pallaBiga sgonfia e acida all'apertura2-3 min di miscela grossolana, poi stop
Acqua del rinfresco versata tutta insiemeImpasto semi-liquido che non incordaBassinage a 3-4 tappe
Idratazione totale non verificataImpasto troppo molle o troppo asciuttoCalcolo F × (i_finale − i_biga) prima di iniziare
Lievito di rinforzo aggiunto su biga cortaAppretto troppo rapido, panetti sovragonfiNessun lievito al rinfresco su biga 16-18 h ben matura
Griglia diagnostica degli errori secondari sulla biga 100%. Ogni difetto produce un sintomo riconoscibile e rimanda a un parametro da correggere.

L'ultimo errore, concettuale, è partire dalla biga 100%. Non è il punto da cui cominciare con i prefermenti. Il punto da cui cominciare è una biga 30-40% per una contemporanea standard, dove la farina fresca al rinfresco perdona gli errori e una giornata storta non si traduce in un impasto da buttare. La biga 100% è uno strumento per chi ha già capito biga e poolish (vedi Biga vs poolish), controlla la temperatura e sa leggere la maturazione di un prefermento. A quel punto la biga totale dà un profilo aromatico e una struttura che la biga parziale non raggiunge, e lo fa in modo ripetibile.


La biga 100% è la versione più esigente del prefermento più italiano. La sua promessa, un'intera massa portata allo stesso livello di maturazione enzimatica e di sviluppo aromatico, è anche il suo rischio: senza farina fresca a fare da rete, ogni parametro pesa di più. Tre numeri tengono in piedi il protocollo, e vanno controllati invece che stimati: l'idratazione interna 44-50% (che non si confonde con il poolish al 100%), la temperatura 16-18 °C costanti, la forza della farina W 320-360 per una biga di 16-18 ore. Rispettati quelli, il rinfresco è aritmetica (l'acqua mancante più il sale, a tappe) e la timeline è gestione. Saltato uno solo, non c'è rinfresco che lo recuperi. È la differenza fra una tecnica che si controlla e una che si subisce.

Per il quadro generale dei prefermenti vedi Biga vs poolish: la guida operativa; per la convenzione di calcolo, Baker's percentage: la guida completa; per la scelta della forza, Farine W e P/L; e per cosa significa davvero "maturazione lunga", senza scorciatoie retoriche, Maturazione vs lievitazione.

Domande frequenti

Biga 100% vuol dire biga al 100% di idratazione?
No, ed è l'equivoco più frequente. 'Biga 100%' è un metodo a biga totale: il 100% della farina prevista dalla ricetta passa per il prefermento, e al rinfresco non si aggiunge altra farina, solo acqua e sale. L'idratazione interna della biga resta quella classica, 44-50%; l'idratazione 100% (peso uguale di farina e acqua) appartiene al poolish, che è un prefermento diverso. La convenzione con cui si esprimono le percentuali dei prefermenti è quella della baker's percentage: una quota di prefermento si conta sulla farina, non sull'acqua. Per fissare il concetto vedi [Baker's percentage: la guida completa](/basi/baker-percentage-guida-completa).
Che farina serve per una biga 100% di 16-18 ore?
Una farina di forza, perché tutta la farina della ricetta sostiene l'intera fermentazione del prefermento più il rinfresco più la maturazione finale, senza il 'rinforzo' di farina fresca che in una biga parziale entra al rinfresco. Per una biga 100% di 16-18 ore a 16-18 °C destinata a una contemporanea il riferimento è W 320-360 con P/L 0,5-0,6. Per durate oltre le 24 h, o per idratazioni finali sopra l'80%, si sale a W 360-380. Sotto W 300 la maglia cede e all'apertura della biga si trova un materiale sgonfio e filante, non più lavorabile. Il dettaglio sulla scelta della forza è in [Farine W e P/L](/blog/ingredienti/farine-w-pl-guida-completa).
Posso fare una biga 100% senza cella di lievitazione?
È possibile ma è il caso in cui la temperatura pesa di più. La biga 100% mette tutta la farina nel prefermento, quindi un errore di temperatura non si diluisce con farina fresca al rinfresco come accade in una biga 30-40%: si propaga a tutto l'impasto. L'ottimo è 16-18 °C costanti per 16-18 ore. In casa, in stagione fresca, vanno bene una cantina o un garage misurati con un termometro; d'estate in cucina non condizionata (24-28 °C) la biga 100% diventa ingestibile e conviene passare a una biga parziale, a un poolish o al diretto. Una cella di lievitazione domestica (50-150 €) risolve il problema in modo definitivo.
Quanta acqua si aggiunge al rinfresco di una biga 100%?
Solo la differenza fra l'idratazione finale desiderata e l'acqua già presente nella biga. Esempio: 1000 g di farina, biga al 45% di idratazione interna (450 g di acqua nella biga), idratazione finale target 68% (680 g di acqua totali). Al rinfresco si aggiungono 680 meno 450, cioè 230 g di acqua, più il sale (e nessuna farina, perché la quota biga è il 100%). L'acqua va incorporata a tappe (bassinage) perché 230 g su una biga compatta non si legano in un colpo solo. La verifica dell'idratazione totale va sempre fatta prima di impastare.
Una biga 100% è più digeribile di un impasto diretto?
La maturazione lunga del prefermento porta avanti l'attività enzimatica della farina, e questo è documentato; tradurlo in 'più digeribile' richiede però prudenza, perché la digeribilità dipende da molti fattori individuali e non è misurata in modo univoco. La posizione tecnica corretta è: una biga 100% ben gestita arriva all'infornata con una farina enzimaticamente più avanti di un diretto breve, ma la lunghezza della maturazione non è di per sé garanzia di nulla. La distinzione fra maturazione enzimatica e lievitazione gassosa, e i suoi limiti, è discussa in [Maturazione vs lievitazione](/basi/maturazione-vs-lievitazione).
Fonti
  1. Hamelman, J. (2013). Bread: A Baker's Book of Techniques and Formulas, 2nd ed. Wiley, cap. 'Pre-fermented and flavored doughs' e capitolo sui prefermenti commerciali (biga, idratazione, durata, dose lievito, gestione a sbriciolato).
  2. Suas, M. (2009). Advanced Bread and Pastry: A Professional Approach. Delmar Cengage Learning, capitolo sui prefermenti con tabelle di idratazione, durata e dosaggio lievito, e capitoli sulla gestione di impasti di forza ad alta idratazione (bassinage).
  3. Pyler, E. J. & Gorton, L. A. (2008-2009). Baking Science & Technology, 4th ed., voll. I-II. Sosland Publishing, capitoli sulla cinetica dei lieviti in funzione della temperatura, sull'attività enzimatica nei prefermenti e sull'evoluzione degli acidi organici (lattico, acetico).
  4. Cauvain, S. P. & Young, L. S. (2007). Technology of Breadmaking, 2nd ed. Springer, capitoli sulla fermentazione, sul controllo della temperatura degli impasti e sulla reologia delle farine di forza.
  5. Calvel, R. (1990). Le goût du pain: Comment le préserver, comment le retrouver. Éditions Jérôme Villette, capitoli sulla reologia delle farine di forza e sul ruolo dei prefermenti nella complessità aromatica.
  6. Myhrvold, N., Migoya, F. et al. (2021). Modernist Pizza. The Cooking Lab, vol. 2 'Styles and Recipes', sezioni sui metodi a prefermento e sulla gestione di idratazioni alte per stili a teglia e a pala.
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Biga sbriciolata in contenitore e poolish liquido a confronto su piano di lavoro
Impasto·41 min·Intermedio

Biga vs poolish: la guida operativa per la pizza in casa

Cos'è un prefermento, perché esiste, come si gestiscono biga e poolish a livello operativo (idratazione, durata, temperatura, dose lievito), quando scegliere l'uno o l'altro in funzione dello stile di pizza, come si integra un prefermento in una ricetta diretta senza far saltare l'idratazione totale. Pillar tecniche di impasto.

Cumulo di farina di grano tenero con scheda tecnica e curva alveografica sullo sfondo
Ingredienti·29 min·Intermedio

Farine W e P/L: la guida completa per la pizza

W, P/L, tipo 00 vs 0 vs 1 vs 2 vs integrale: cosa misurano davvero, perché in etichetta italiana non sono obbligatori, quali range associare a stile e durata di maturazione, come si sostituisce una farina con un'altra senza far collassare l'impasto. Pillar materiali del blog.

Impasto in massa al 70% di idratazione dopo 24 ore di maturazione in frigo
Basi·31 min·Intermedio

08 · Maturazione vs lievitazione: cosa succede nell'impasto

Maturazione e lievitazione non sono la stessa cosa: la prima è enzimatica (amilasi e proteasi che lavorano sull'amido e sul glutine), la seconda è gassosa (lievito che produce CO₂). Procedono nello stesso impasto con cinetiche diverse, e capirle separatamente è il prerequisito per leggere qualunque ricetta seria e per scegliere farina, tempi e temperature senza navigare a vista.